Veduta di Area archeologica di Laos.Cultura

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Area archeologica di Laos

I resti della città della Magna Grecia fondata dai profughi di Sibari, sul colle sopra Marcellina: «grande quanto Pompei» secondo Strabone.

Santa Maria del Cedro

Laos nacque da una catastrofe. Nel 510 a.C. Sibari, la più ricca città della Magna Grecia, fu distrutta da Crotone; i superstiti attraversarono la Calabria e fondarono sulla riva destra del fiume Lao una nuova città, che nelle monete con il toro retrospiciente ripeteva il simbolo della madrepatria. Strabone la descrisse «grande quanto Pompei»; ai tempi di Plinio era già scomparsa. Vicino alle sorgenti dello stesso fiume sorgeva Ursentum, l’odierna Orsomarso.

I resti della città giacciono sul colle sopra la frazione di Marcellina, che le fonti chiamano Palecastro («vecchio castello» in greco) o San Bartolo. L’abitato moderno è cresciuto proprio sopra la città antica, e questo rende gli scavi difficili; nei dintorni sono affiorati reperti del III–IV secolo a.C. e, lungo la vecchia statale 18, i resti di una grande dimora di età incerta. I materiali rinvenuti si vedono nell’antiquarium di Scalea e al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Da Laos, secondo la tradizione ripresa a San Nicola Arcella e a Scalea, discendono anche i borghi arroccati della costa.

Domande frequenti

Chi fondò Laos?
I profughi di Sibari, distrutta da Crotone nel 510 a.C., sulla riva destra del fiume Lao; le monete con il toro retrospiciente ne ricordano l’origine sibarita.
Dove sono i reperti di Laos?
Nell’antiquarium di Scalea e al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria; il sito è sul colle sopra Marcellina, frazione di Santa Maria del Cedro.

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