Veduta di Tortora.Cultura

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Blanda: il Palècastro e San Brancato

Il colle dove sorse la città enotria, lucana e romana di Blanda Julia, con le mura, il foro, i tre tempietti e la necropoli di San Brancato: il sito ritrovato nel 1891 e scavato dal 1990.

Tortora

Per secoli nessuno sapeva dove fosse Blanda, la città che Plinio, Tolomeo e Tito Livio nominano e che la Tavola Peutingeriana e l’Itinerario antonino segnano come stazione. Camillo Pellegrino nel Seicento la cercò a Maratea, Gabriele Barrio la vide a Belvedere Marittimo; solo nel 1891 lo storico Michele Lacava la collocò nei pressi di Tortora, e gli scavi condotti dal 1990 da Gioacchino Francesco La Torre per la Soprintendenza l’hanno confermata senza più dubbi sul colle Palècastro e nella contrada di San Brancato.

A San Brancato sono venute alla luce oltre 120 tombe enotrie e lucane con corredi di vasi italici e qualche importazione dalle colonie greche, insieme alla grande chiesa paleocristiana a pianta centrale con tre absidi, circondata da sepolture, sorta nel VI–VII secolo quando Blanda era sede vescovile e frequentata fino al XII secolo. Sul Palècastro, dove già si vedeva la possente cinta muraria lucana, è emersa la città romana vissuta fra il I secolo a.C. e il V d.C.: due vie che si incrociano ad angolo retto, le insulae delle case, il foro con il plinto di un monumento dedicato al duumviro Marco Arrio Climeno e tre tempietti della Triade Capitolina, costruiti nella ricostruzione seguita al terremoto del 70 a.C. circa. Ai piedi del colle resta la parte inferiore di un mausoleo monumentale, mentre le cisterne e le fontane che davano acqua alla città giacciono sotto la statale 18. Blanda occupava appena cinque ettari, ma da qui due duumviri amministravano un vasto territorio con il suo litorale.

Domande frequenti

Dove si trova il sito archeologico di Blanda?
Sul colle Palècastro e nella contrada di San Brancato, nel territorio di Tortora; l’identificazione, proposta da Michele Lacava nel 1891, è stata confermata dagli scavi di Gioacchino Francesco La Torre a partire dal 1990.
Cosa resta della Blanda romana?
La cinta muraria lucana, due strade ortogonali con le insulae, il foro con il plinto dedicato al duumviro Marco Arrio Climeno, tre tempietti della Triade Capitolina e la base di un mausoleo ai piedi del colle.

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