Veduta di Centro storico di Tortora.Borgo

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Centro storico di Tortora

Il borgo di Julitta sullo sperone di roccia: i portali in pietra dei palazzi, la chiesa madre di San Pietro Apostolo, l’Annunziata e la memoria dei monaci basiliani e di Garibaldi.

Tortora

Il centro storico di Tortora è il borgo che i profughi di Blanda fondarono su uno sperone di roccia dell’interno, attorno al Castello delle Tortore, e che chiamarono Julitta in ricordo della città perduta; solo nel secondo millennio prese il nome della tortora che abbondava nei boschi, e come Turtura è citato nella bolla del 1079. Vi abitano oggi circa 600 persone, e il clima è mite tutto l’anno, con estati fresche e arieggiate.

Camminando per le stradine si incontrano i portali litici che ornano gli antichi palazzi, la chiesa madre di San Pietro Apostolo in piazza Plebiscito, la chiesa dell’Annunziata in piazza Monastero, la chiesa delle Anime del Purgatorio in piazza Dante e la cappella di Materdomini; il palazzo Casapesenna ha ospitato la prima mostra archeologica, oggi Museo di Blanda, e dal 2008 il borgo ha anche la biblioteca comunale. Qui, il 3 settembre 1860, la famiglia Lo Monaco Melazzi ospitò Garibaldi e i suoi generali, e qui nel 1806 i tortoresi accolsero senza resistenza le truppe francesi, evitando i saccheggi che colpirono Lagonegro, Lauria e Cirella. I nomi delle contrade attorno, da San Sago a Santi Quaranta, ricordano le laure dei monaci basiliani che fra l’VIII e il X secolo cercarono qui la solitudine.

Domande frequenti

Perché il centro storico di Tortora si chiamava Julitta?
Perché fu fondato dai profughi di Blanda, che abbandonarono la città antica dopo le incursioni saracene del IX secolo e diedero al nuovo borgo un nome in suo onore.
Quali chiese ci sono nel centro storico di Tortora?
La chiesa madre di San Pietro Apostolo, la chiesa dell’Annunziata, la chiesa delle Anime del Purgatorio e la cappella di Materdomini.

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