Veduta di Museo di Blanda.Cultura

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Museo di Blanda

Il museo del centro storico che racconta il popolamento antico a sud del Noce: i corredi enotri e lucani di San Brancato e i reperti della Blanda romana del Palècastro.

Tortora

Il Museo di Blanda sta nel centro storico di Tortora ed è l’erede della mostra permanente «Archeologia per Tortora: frammenti dal passato», allestita nel palazzo Casapesenna. Inaugurato nel 2014, è pensato per raccontare la storia del popolamento antico del territorio a sud della foce del Noce, dai primi Enotri alla Blanda romana, esponendo i reperti dei molti siti scavati e accompagnandoli con un apparato multimediale.

Il cuore della collezione viene dalla necropoli di San Brancato: oltre 120 tombe enotrie e lucane con corredi fatti soprattutto di vasi italici di varie dimensioni, con qualche pezzo importato dalle colonie della Magna Grecia, e la stele litica che con 38 sepolture del VI–IV secolo a.C. ha provato la presenza degli Enotri sul colle. A questi si aggiungono i materiali ceramici dell’abitato lucano e quelli della città romana del Palècastro, dal foro ai tre tempietti. È il museo che spiega perché Tortora si chiamava Julitta: quando Blanda fu abbandonata, i suoi abitanti diedero al nuovo borgo il nome della città perduta.

Domande frequenti

Cosa si vede al Museo di Blanda?
I corredi delle oltre 120 tombe enotrie e lucane della necropoli di San Brancato, con vasi italici e importazioni magno-greche, e i reperti della città romana di Blanda Julia sul colle Palècastro, con apparati multimediali.
Quando è nato il Museo di Blanda?
Nel 2014, come evoluzione della mostra permanente «Archeologia per Tortora: frammenti dal passato» allestita nel palazzo Casapesenna del centro storico.

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