
Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri
Verbicaro
Il paese dei Battenti: a 428 metri nel Parco del Pollino, alle spalle della Riviera dei Cedri, Verbicaro custodisce il rito notturno del Venerdì santo, la fiaccolata dei Zigni per la Madonna delle Grazie e un borgo di portali, vicoli e sette chiese, raccontato già nel 1797 da Lorenzo Giustiniani.
Verbicaro (Vruvëcàrë in calabrese) è un comune di circa 2.500 abitanti della provincia di Cosenza, nell’entroterra dell’Alto Tirreno Cosentino, dentro il Parco nazionale del Pollino. Il paese sta a 428 metri, in una valle circondata da monti, a 11 chilometri dalla stazione di Marcellina, sulla costa tirrenica. Il calendario del paese è scandito dai suoi riti: nella notte fra Giovedì e Venerdì santo i Battenti percorrono le strade del paese, e a inizio luglio la fiaccolata dei Zigni e le infiorate accompagnano la festa della patrona, la Madonna delle Grazie.
Geografia
Il territorio confina con Grisolia, Orsomarso, San Donato di Ninea e Santa Maria del Cedro; la frazione è San Francesco. Il paese si trova in una valle, con una piccola parte su un’altura, circondato da monti vicini; due torrenti scorrono accanto all’abitato e, a circa un miglio, il fiume che il Settecento chiamava Innicari nasce nel territorio di San Donato e scende verso il mare. Dalla costa si sale lungo la statale 18 e la provinciale 5 passando per Marcellina; le stazioni più vicine sono a 11 e 20 chilometri, a Marcellina e a Scalea.
Storia
Il nome deriverebbe dal latino vervecarius, «pastore», oppure, secondo altri storici, dal nome greco di persona Nicolaus Berbecaris. Un ritratto preciso del paese si legge nel Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani, stampato a Napoli nel 1797. Vi si parla di «Bervicaro», nella diocesi di Cassano, a 50 miglia da Cosenza lungo strade dissestate e a 6 miglia dalla marina della Bruca, dove il fiume sfociava presso una torre regia. Giustiniani annota l’aria temperata, i due ponti da mantenere sui torrenti, le uve zibibbo che si sarebbero potute seccare e vendere, e soprattutto il peso della pastorizia: pecore e capre occupavano molto terreno, e i mercanti di bestiame erano i più potenti del paese. Racconta anche che nel 1630 il marchese Antonio Castillas vendette la terra ad Angelo di Matera per 40.500 ducati, e che alla fine del Settecento il feudo apparteneva a Francesco Maria Cavalcanti, marchese di Verbicaro; la popolazione, tassata per 206 fuochi nel 1532, contava allora circa 3.400 abitanti, dediti all’agricoltura e alla pastorizia. Nell’agosto 1911, durante un’epidemia di colera che colpì gran parte della popolazione, il paese fu teatro di una sommossa in cui furono uccise tre persone, fra cui il sindaco e il segretario comunale, e fu incendiato il municipio.
Cosa vedere
Il centro storico si scopre a piedi, fra portali in pietra e vicoli: il portale di via Giardino, il vico Vignale, la Fontana vecchia presso il vecchio municipio, il portale per Buonifanti, la Torre dell’Orologio e piazza Mons. Francesco Cava. Le chiese del paese sono la chiesa madre dell’Assunta, la chiesa di San Giuseppe, il santuario di San Francesco di Paola, le chiese della Madonna del Carmine, della Madonna della Neve e di Santa Maria La Nova e la chiesetta della Madonna di Loreto: sono le stesse strade e piazze che i riti della Settimana santa e della festa patronale riempiono ogni anno.
I Battenti del Venerdì santo
Nella notte fra il Giovedì e il Venerdì santo Verbicaro rinnova l’antico rito dei Battenti Flagellanti. Alcuni penitenti, vestiti di rosso, a piedi nudi e con le gambe scoperte, si percuotono gli arti inferiori con il cardillo, un pezzo di sughero con nove punte di vetro, fino a farli sanguinare; intanto fanno per tre volte il giro del paese, lasciando il segno delle mani insanguinate lungo le strade. Alle tre del mattino parte la processione del Mistero della Passione di Cristo, con statue e quadri viventi ispirati alla Via Crucis.
La Madonna delle Grazie e i Zigni
La patrona di Verbicaro è la Madonna delle Grazie, festeggiata il 2 luglio. La sera della vigilia, il 1º luglio, si svolge la fiaccolata dei Zigni: alberi e rami di pino, raccolti sui monti vicini del Parco del Pollino, vengono portati a spalla da gruppi di persone per le vie principali, fino a incontrare a metà percorso la processione in onore della patrona. La mattina del 2 luglio i volontari preparano le infiorate lungo le strade che la processione attraverserà nel tardo pomeriggio.
Stemma e gemellaggi
Lo stemma, concesso con decreto del Presidente della Repubblica del 7 dicembre 1964, è d’azzurro con un monte d’argento a tre cime su una campagna verde; la cima centrale regge una lettera V d’argento, il tutto accollato a due rami di aghifoglie e sormontato da tre stelle d’oro. Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro. Verbicaro è gemellata con Oberstenfeld dal 2005 e con Taggia dal 2016. Gli abitanti si chiamano verbicaresi.
Come arrivare
In auto si lascia la strada statale 18 all’altezza di Marcellina e si sale lungo la provinciale 5. Le stazioni ferroviarie più vicine, sulla linea tirrenica, sono Marcellina-Verbicaro-Orsomarso, a 11 km dal paese, e Scalea-Santa Domenica Talao, a 20 km. Gli aeroporti di riferimento sono Lamezia Terme, verso sud, e Napoli Capodichino, verso nord.
Luoghi
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Comuni vicini
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Grisolia
Il borgo a 465 metri che guarda tutta la Riviera dei Cedri: dal mare di Acchio alle pendici del Monte La Mula, Grisolia unisce vicoli coperti in pietra, il Palazzo Ducale, il museo etnografico e la processione di San Rocco con le caggie portate sul capo.
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Orsomarso
Il paese che dà il nome a una catena montuosa: Orsomarso, nel Parco del Pollino, custodisce la valle dell’Argentino con gli ultimi caprioli autoctoni e il pino loricato, la chiesetta basiliana di Santa Maria di Mércuri del X secolo e un borgo cresciuto attorno alla fortezza di Ursus Martius.
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Maierà
Il borgo a 360 metri sul vallone del torrente Vaccuta, separato da Grisolia da un burrone: nel Parco del Pollino, alle spalle di Diamante, Maierà unisce le opere d’arte contemporanea nei vicoli, il Museo del Peperoncino e le sue quattro chiese.
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Santa Maria del Cedro
Il paese che dà il nome alla Riviera dei Cedri: la piana fertile tra Lao e Abatemarco dove si coltiva il cedro scelto dai rabbini per Sukkot, i resti della città sibarita di Laos a Marcellina e il Museo del Cedro nel Carcere dell’Impresa.
Dove mangiare
- PizzeriaRistorante · Verbicaro
- Pub Bar TrinitàBar · Verbicaro
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Entra gratis nella guidaCome arrivare a Verbicaro
- Stazione attiva più vicina
- Grisolia-Santa Maria
- circa 8 km in linea d’aria dal centro Serve Grisolia e Santa Maria del Cedro.
- Orari treni (Trenitalia) ↗ Guida: in treno
- Aeroporto più vicino
- Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF)
- circa 98 km in linea d’aria dal centro
- Sito dell’aeroporto ↗ Guida: in aereo
- In auto: autostrada A2 del Mediterraneo
- Comune dell’entroterra: le uscite A2 di riferimento sono descritte nella guida “In auto”; usa le indicazioni stradali per il percorso aggiornato.
- Indicazioni stradali (Google Maps) ↗ Guida: in auto
Distanze in linea d’aria calcolate dalle coordinate verificate: su strada il percorso è più lungo. Orari e collegamenti vanno verificati sui siti dei gestori.
Domande frequenti
- Penitenti vestiti di rosso che nella notte fra Giovedì e Venerdì santo si percuotono le gambe con il cardillo, un sughero con nove punte di vetro, e fanno tre volte il giro del paese; alle tre del mattino segue la processione del Mistero della Passione.
- La sera del 1º luglio, vigilia della festa della Madonna delle Grazie, alberi e rami di pino raccolti sui monti del Pollino vengono portati a spalla per le vie del paese fino a incontrare la processione della patrona.
- Dal latino vervecarius, «pastore», oppure dal nome greco di persona Nicolaus Berbecaris.
- Il 2 luglio, per la Madonna delle Grazie, con le infiorate del mattino e la processione del pomeriggio; la sera prima si svolge la fiaccolata dei Zigni.
- I portali di via Giardino e per Buonifanti, il vico Vignale, la Fontana vecchia, la Torre dell’Orologio e le chiese, fra cui la chiesa madre dell’Assunta e il santuario di San Francesco di Paola.
- Dalla SS18 a Marcellina con la SP5; le stazioni più vicine sono Marcellina-Verbicaro-Orsomarso (11 km) e Scalea-Santa Domenica Talao (20 km).
- Verbicaro non ha una stazione propria: la stazione attiva più vicina in linea d’aria è Grisolia-Santa Maria, sulla linea ferroviaria tirrenica, a circa 8 km dal centro. Da lì si prosegue su strada; orari e collegamenti sul sito di Trenitalia.
- L’aeroporto più vicino è Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF), a circa 98 km in linea d’aria; dall’aeroporto si prosegue in treno dalla stazione di Lamezia Terme Centrale lungo la linea tirrenica, oppure in auto sull’autostrada A2.
Cosa sono i Battenti di Verbicaro?
Cos’è la fiaccolata dei Zigni?
Da dove viene il nome Verbicaro?
Quando è la festa patronale di Verbicaro?
Cosa vedere nel centro storico di Verbicaro?
Come si arriva a Verbicaro?
Qual è la stazione ferroviaria più vicina a Verbicaro?
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