Veduta di Scalea.

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Scalea

La città dello «scalo» sulla Riviera dei Cedri: un centro storico a gradoni fra suppuorti, chiese nate in epoca bizantina e torri di guardia, la Torre Talao con le grotte abitate nel Paleolitico e la festa della Madonna del Carmine con le cinte portate sul capo.

Scalea (Scalìa in calabrese, Skalia in greco bizantino) è una città di oltre 11.000 abitanti della provincia di Cosenza, affacciata sul mar Tirreno nel cuore della Riviera dei Cedri, nell’Alto Tirreno Cosentino. Il 12 febbraio 2018 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo onorifico di città. Il suo nome racconta un rapporto antico con il mare: con ogni probabilità viene dal greco skalíon, diminutivo di skála, la parola che nel greco medievale indicava lo scalo marittimo, il molo, la banchina. Lo scalo naturale era l’isolotto di Torre Talao, approdo ideale per le barche fin dalla metà del IX secolo, quando nacque il primo nucleo abitato. La forma dialettale ’a Scalia ricorda il plurale ta skalía, «i porticcioli»; l’idea che il nome venga dai gradoni del centro storico è invece un’etimologia popolare.

Geografia

Il territorio comunale ha una forma quasi quadrangolare: circa 8 km di costa sul Tirreno e una profondità di circa 3 km verso l’interno, per 22,5 km². Confina con San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Orsomarso e Santa Maria del Cedro. La città si dispone su un vasto promontorio che chiude a sud il Golfo di Policastro: i rioni più antichi salgono a gradoni fino a circa 75 metri, mentre la parte moderna si allunga sulla costa. Il litorale cambia volto da sud a nord: sabbioso e lineare nel primo tratto, poi frastagliato e roccioso, con grotte scavate dal mare. Metà del territorio è pianura, formata dai sedimenti del fiume Lao, che attraversa per circa 3 km la parte meridionale prima di sfociare; l’altra metà è collinare e arriva a 408 metri. Il torrente Carpini segna il confine settentrionale.

Storia

Le grotte di Torre Talao hanno restituito manufatti in pietra e osso del Paleolitico medio, di fase musteriana, con resti di fauna pleistocenica. La zona fu terra degli Enotri, finché nel 600 a.C. i Greci Sibariti, per facilitare i collegamenti con la loro colonia di Posidonia, fondarono Laos sulle prime alture del Lao: Scalea ne è considerata l’erede, come lo è delle ville romane di età imperiale sparse nella piana.

Il nucleo originario nacque al tempo delle lotte fra Bizantini e Longobardi, che verso la fine del VI secolo occuparono la zona e costruirono una rocca. Per circa tre secoli la città rimase arroccata, cinta dalle sue stesse case legate l’una all’altra e aperta da due porte: quella militare, in alto, presidiata dalla fortezza del gastaldo che i Normanni trasformarono in castello, e quella cittadina sullo spiazzo di Cimalonga. Dal VII secolo si insediarono gli anacoreti, monaci eremiti greco-bizantini che vivevano in piccoli rifugi come le grotte della Scalicella, raggiunti nel IX secolo da monaci fuggiti dalla Sicilia. In epoca normanna Scalea aveva già un’intensa attività mercantile e marinara; all’inizio del XIV secolo divenne un importante scalo marittimo e, dopo la ribellione agli Angioini, terra demaniale, con sgravi fiscali che favorirono i commerci: le sue navi toccavano i principali porti del Mediterraneo. In età angioino-aragonese la popolazione superò i 5.000 abitanti, poi guerre, incursioni saracene ed epidemie la dimezzarono. Nel 1554 i saraceni di Dragut saccheggiarono la chiesa di Santa Maria d’Episcopio; nel Cinquecento la città partecipò ai moti antifeudali, e il Seicento portò terremoti, pestilenze e carestie.

All’inizio dell’Ottocento il Dizionario geografico di Lorenzo Giustiniani descriveva un porto comodo per le barche da carico, un lago detto il Pantano e una campagna ricca di grano, legumi, vini, meloni e cipolle; fichi e uva zibibbo, seccati, si vendevano a Genovesi, Livornesi e Inglesi. Durante la seconda guerra mondiale Scalea fu bombardata; dagli anni Sessanta il centro storico si svuotò e la città crebbe verso sud, lungo il mare, fino ad assumere l’aspetto attuale negli anni Novanta.

Il centro storico

Il cuore antico è un intrico di scale, vicoli, slarghi e archi. Tipici sono i suppuorti, tratti coperti delle vie nati dall’esigenza di costruire, per difesa, le case l’una sull’altra. Giustiniani ricordava le quattro porte della città: la porta di mare, quella del ponte, quella di Cimalonga e quella del forte; in cima, il castello «quasi diruto» con i suoi baluardi. Tra le architetture civili spiccano il Palazzo dei Principi, del XIII secolo, di proprietà comunale e sede della Biblioteca, con saloni affrescati nel Seicento; il Palazzetto Normanno detto l’Episcopio, del XII secolo, divenuto fortezza in età angioina, dove nacque Ruggero di Lauria, grande ammiraglio della flotta angioino-aragonese; e il Palazzo Palamolla, della famiglia che si trasferì a Scalea nel XIV secolo per i traffici marittimi. La città conserva anche il busto del filosofo Gregorio Caloprese, opera di Enrico Mossuti del 1911.

Le chiese

La chiesa di Santa Maria d’Episcopio, detta Madonna del Carmine, ha il suo primo nucleo nell’VIII secolo, quando la zona, nota come Mercurion, era un centro del monachesimo basiliano; in quel periodo fu forse sede episcopale, da cui il nome. In epoca normanna fu ingrandita e affidata ai Benedettini di Cava dei Tirreni, e il grande finestrone absidale ne è testimone; dopo il saccheggio del 1554 fu ampliata, poi rifatta fra Settecento e Ottocento. Più in basso domina la chiesa di San Nicola in Plateis, attestata dall’VIII secolo: sull’altare maggiore c’è un dipinto seicentesco di Giovanni Bernardo Azzolino, e nella cappella trecentesca di Santa Caterina il monumento funebre dell’ammiraglio Ademaro Romano, riferito alla cerchia di Tino da Camaino. La chiesetta dello Spedale, a due navate e tre absidi, fu costruita dai monaci basiliani nel IX secolo e conserva affreschi con l’effigie di San Nicola. Il santuario della Madonna del Lauro fu eretto all’inizio del Settecento dai pescatori di Scalea e di Meta di Sorrento per sciogliere un voto fatto durante una tempesta. Nel XIII secolo Pietro Cathin, discepolo di san Francesco, vi fondò un convento francescano.

Torri e costa

Sulla costa, l’isolotto della Torre Talao è da sempre un approdo naturale; Giustiniani vi descriveva una torre dell’età di Carlo V armata di tre cannoni. Verso nord, su una collina a pochi passi dalla porta di mare, sorge la Torre della Scalicella, detta Torre di Giuda: secondo il racconto popolare prende nome dal guardiano che all’inizio del Seicento non avvertì il castello dell’arrivo dei saraceni, mentre altri storici lo collegano al vicino quartiere ebraico. In paese c’è anche la Torre Cimalonga, che al tempo di Giustiniani serviva da carcere. Lungo il litorale roccioso si susseguono la scogliera Ajnella e le grotte marine du trasi e jesci, della pecora e del bacio.

Feste e tradizioni

La patrona è la Madonna del Carmine, festeggiata il 15 e 16 luglio. La mattina del 16 il sindaco offre alla Madonna un cero votivo a nome della cittadinanza, e la statua è portata in processione per le vie principali; le donne portano sul capo le cinte, telai di legno riccamente addobbati che reggono i ceri. La Vergine fu proclamata patrona il 7 marzo 1875, dopo un’epidemia di colera; per il centenario la popolazione le offrì una corona d’oro, fusa all’aperto in piazza vecchia davanti ai fedeli. D’estate la città ospita il Laos Fest, festival di musica indipendente nato nel 2003. Scalea è gemellata con la città polacca di Władysławowo dal 2017.

Scalea oggi

Storicamente legata ad agricoltura e pesca, fino agli anni Settanta la fascia vicina al mare era coltivata a cedri; poi lo sviluppo edilizio ha trasformato il paesaggio, e oggi l’economia è rivolta soprattutto al turismo.

Come arrivare

Scalea è attraversata dalla strada statale 18 Tirrena Inferiore e dalla statale 504 di Mormanno, e ha una stazione sulla linea tirrenica, Scalea-Santa Domenica Talao, dove fermano anche i treni ad alta velocità diretti lungo la costa. Dall’autostrada A2 del Mediterraneo si scende alla costa dall’uscita Lagonegro nord con la SS585 Fondo Valle del Noce e la SS18. Nel territorio c’è un’aviosuperficie; l’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, a circa 120 km.

Immagini

Veduta della costa e del centro moderno di Scalea dal castello normanno.
Foto: Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 · fonte
Il centro storico di Scalea.
Foto: Fernando Santopaolo · Public domain · fonte
Panorama del centro storico di Scalea.
Foto: Salvatore Migliari · CC BY 3.0 · fonte

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Come arrivare a Scalea

Stazione ferroviaria di riferimento
Scalea-Santa Domenica Talao
circa 1 km in linea d’aria dal centro
Orari treni (Trenitalia) ↗ Guida: in treno
Aeroporto più vicino
Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF)
circa 107 km in linea d’aria dal centro
Sito dell’aeroporto ↗ Guida: in aereo
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo

Da nord · A2 Lagonegro nord SS585 Fondo Valle del Noce → SS18 Tirrena Inferiore verso sud

Da sud · A2 Falerna SS18 Tirrena Inferiore verso nord lungo la costa

Indicazioni stradali (Google Maps) ↗ Guida: in auto

Distanze in linea d’aria calcolate dalle coordinate verificate: su strada il percorso è più lungo. Orari e collegamenti vanno verificati sui siti dei gestori.

Domande frequenti

Dove si trova Scalea?
Scalea è una città della provincia di Cosenza, in Calabria, affacciata sul mar Tirreno lungo la Riviera dei Cedri. Si dispone su un promontorio che delimita a sud il Golfo di Policastro.
Perché si chiama Scalea?
Il nome deriva probabilmente dal greco skalíon, diminutivo di skála, che nel greco medievale indicava lo «scalo marittimo», il molo o la banchina: lo scalo naturale era l’isolotto di Torre Talao. La forma «a scala» del centro storico è invece un’etimologia popolare.
Cosa vedere a Scalea?
Il centro storico a gradoni con i suppuorti, la chiesa di Santa Maria d’Episcopio (Madonna del Carmine), San Nicola in Plateis con il monumento all’ammiraglio Ademaro Romano, il Palazzo dei Principi, il Palazzetto Normanno, i ruderi del castello, la Torre Cimalonga, la Torre di Giuda e, sulla costa, la Torre Talao con le sue grotte.
Qual è la storia di Scalea?
Nelle grotte di Torre Talao sono stati trovati manufatti del Paleolitico; nel 600 a.C. i Sibariti fondarono nei pressi Laos. Il borgo nacque fra Longobardi e Bizantini, fu normanno e dal XIV secolo un importante scalo marittimo. Nel 2018 ha ricevuto il titolo di città.
Quando è la festa della Madonna del Carmine a Scalea?
Il 15 e 16 luglio: il 16 il sindaco offre un cero votivo a nome della città e la statua è portata in processione, con le donne che portano sul capo le cinte, telai di legno addobbati che reggono i ceri.
Che cosa sono i suppuorti di Scalea?
Tratti coperti delle vie del centro storico, nati dall’esigenza di costruire, per difesa, le case l’una sull’altra.
Come arrivare a Scalea?
In auto con la statale 18 Tirrena Inferiore e la statale 504 di Mormanno; in treno alla stazione di Scalea-Santa Domenica Talao, dove fermano anche treni ad alta velocità. L’aeroporto più vicino è Lamezia Terme, a circa 120 km.
Qual è la stazione ferroviaria più vicina a Scalea?
La stazione di riferimento è Scalea-Santa Domenica Talao, sulla linea ferroviaria tirrenica, a circa 1 km in linea d’aria dal centro di Scalea. Orari e collegamenti sul sito di Trenitalia.
Qual è l’aeroporto più vicino a Scalea?
L’aeroporto più vicino è Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF), a circa 107 km in linea d’aria; dall’aeroporto si prosegue in treno dalla stazione di Lamezia Terme Centrale lungo la linea tirrenica, oppure in auto sull’autostrada A2.

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Risultati live, aggiornati e con recensioni reali, sulle piattaforme esterne. Non selezioniamo singole attività che non possiamo verificare.

Video

Scalea — Drone & Walking Tour 4K
Scalea Old Town — 4K drone footage
Scalea Beach — Aerial 4K Cinematic
Scalea 2024 — Calabria 4K by drone

Eventi

  • Festa della Madonna del Carmine (patrona) 15–16 luglio

    Festa patronale annuale.

    Ogni anno

Numeri utili

Emergenze

  • Emergenza unica (NUE) 112
  • Emergenza sanitaria 118
  • Vigili del fuoco 115
  • Guardia costiera 1530

Scalea

www.comune.scalea.cs.it

Per uffici, orari e contatti istituzionali consulta il sito ufficiale del Comune.