Veduta di Cetraro.

Alto Tirreno Cosentino · Riviera dei Cedri

Cetraro

Il paese dell’abate: dal 1086 al 1810 Cetraro fu feudo dei Benedettini di Montecassino, e lo ricordano la chiesa di San Benedetto con l’organo barocco, le tre porte del borgo e la processione a mare dell’11 luglio. Sotto, la Marina, Borgo San Marco e il porto turistico.

Cetraro è un comune di circa 9.100 abitanti della provincia di Cosenza, nel tratto meridionale dell’Alto Tirreno Cosentino, fra Bonifati e Acquappesa. Il nome viene con ogni probabilità dal cedro, l’agrume che ha battezzato l’intera Riviera dei Cedri e che qui si coltiva ancora. Per più di sette secoli il paese non ebbe un barone ma un abate: quello di Montecassino, che lo governò dal 1086 al 1810 e lasciò nello stemma comunale un pastorale accanto alla pianta di cedro. Oggi Cetraro vive su due livelli, il Paese sulla collina e la Marina con il porto turistico, uniti ogni estate dalla processione a mare di san Benedetto.

Geografia

Il centro è fatto di due nuclei principali. Cetraro Paese sta arroccato a 120 metri sul mare, lungo il versante meridionale della valle del torrente Aron, il corso d’acqua che rende il paese un po’ più ventoso degli altri centri della costa. Due chilometri più in basso, a 10 metri di quota, si allunga Cetraro Marina, cresciuta nel dopoguerra attorno al porto. Fra le tante contrade sparse sul territorio spiccano Borgo San Marco, la frazione balneare fondata nel 1910, Santa Maria di Mare e Lampetia, verso il promontorio di Capofella; sopra la costa si alza il monte Serra, meta di pellegrinaggi al santuario della Madonna. Il clima è quello della costa mediterranea: inverni molto miti ed estati calde.

Storia

Sull’origine del nome si discute da secoli. La spiegazione più solida rimanda al citrus latino e al kitron greco, cioè ai cedri e ai limoni delle campagne; altre letture lo legano al torrente Aron («Citra Aron», al di qua dell’Aron) o ai mercanti ebrei che, navigando verso Santa Maria del Cedro per comprare i cedri della loro festa, avrebbero chiamato il promontorio Kata-rion, la meta oltre il capo. Nel Seicento lo storico Giovanni Fiore da Cropani identificò Cetraro con la città bruzia di Clampetia, ma la Tabula Peutingeriana colloca quella città più a sud, fra Fiumefreddo Bruzio e San Lucido.

La storia documentata comincia con i Normanni. La duchessa Sichelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, donò Cetraro all’abate Desiderio di Montecassino in cambio dei buoni uffici svolti a Melfi, quando i Normanni si riconciliarono con papa Leone IX. Dal 1086 al 1810 il paese fu retto dai Benedettini cassinesi, che stabilirono la sede temporale nel Palazzo Badiale, «a curti», e quella spirituale nella chiesa di San Benedetto. Nel 1288 Cetraro si arrese, insieme a Paola, Bovalino e Fiumefreddo, a Giacomo II d’Aragona in viaggio dalla Sicilia con Ruggiero di Lauria; nel 1534 il corsaro Barbarossa bruciò nel porto sette galeoni spagnoli in costruzione. Le tre porte del borgo, di Mare, di Basso e di Sopra, ricordano la cittadina fortificata di quei secoli.

Nel 1943 Cetraro subì due bombardamenti alleati, il 27 agosto e il 25 ottobre, diretti alla ferrovia e con danni limitati; l’11 settembre fu liberata dalle truppe angloamericane dell’operazione Baytown. Nel dopoguerra la fabbrica tessile Faini, che produceva costumi da bagno in seta, richiamò operai dai paesi vicini e fece crescere la Marina, prima di chiudere con l’arrivo dei tessuti sintetici. Il 21 giugno 1980 la ’ndrangheta uccise Giovanni Losardo, consigliere comunale e attivista antimafia: una memoria civile che il paese custodisce. Cetraro è gemellata con Venosa e Acri dal 2010 e con Vercelli dal 2023.

Cosa vedere

La Chiesa madre di San Benedetto Abate, in via Roma a due passi da piazza del Popolo, è la chiesa che i monaci cassinesi vollero «in cima al pendio» subito dopo la donazione: la si trova citata per la prima volta in un documento del 1104 e fu a lungo un priorato con monaci in preghiera giorno e notte. L’aspetto attuale è settecentesco: ampliata fra il 1750 e il 1779, quando fu posta sul portale la statua marmorea del santo, è a croce latina con tre navate. Accanto si alza il torrione già detto nel 1540 «lo campanaro», unica superstite delle torri medievali della città. Dentro, un coro ligneo del 1822, la tela della Madonna con le anime del Purgatorio di Francesco Basile (1793), l’affresco del Giudizio universale sulla volta e soprattutto l’organo settecentesco, restaurato nel 1990 e considerato fra le testimonianze più alte dell’arte organaria napoletana in Calabria.

Nel centro storico si incontrano la Chiesa del Ritiro, cioè Santa Maria delle Grazie, del 1454, rinascimentale, con una pala marmorea coeva e un portale in tufo del Cinquecento, più volte saccheggiata dai corsari e restaurata nell’Ottocento; la Chiesa di San Nicola, forse della metà dell’XI secolo; e la Chiesa di San Pietro Apostolo, nata come chiesa dei Cappuccini: il convento fu fondato nel 1618 e completato nel 1634, ebbe come guardiano nel 1710 frate Angelo d’Acri, poi beato, che nel 1737 donò il gruppo della Madonna Addolorata, e conserva un polittico seicentesco sull’altare maggiore. Fra le piazzette del borgo, «a giorgia», l’antica sede del mercato, e «miezzu a curta», nel cuore del paese vecchio, si beve ancora alla fontana della Statua dei Sette Mari.

Alla Marina il porto, con la sua diga di circa 450 metri, ospita dal 2009 la darsena turistica Marina di San Benedetto, 500 posti barca su pontili galleggianti. A nord, Borgo San Marco è la frazione balneare fondata nel 1910 da coloni veneti dopo il terremoto del 1908, oggi allineata di lidi fra i Mulini e Santa Maria di Mare; alle spalle, il monte Serra con il santuario della Madonna, meta di una passeggiata e di pellegrinaggi annuali.

San Benedetto va per mare

Ogni 11 luglio la statua di san Benedetto lascia la chiesa madre e scende alla Marina: viene imbarcata sul peschereccio più grande e portata in processione lungo la costa, seguita da barche, pescherecci e gommoni, dal porto fino a Borgo San Marco e a Lampetia, oltre il promontorio di Capofella, e ritorno. Poi il santo risale in paese, nella sua chiesa, per la messa. È il rito che tiene insieme i due Cetraro, quello di collina e quello di mare, e che racconta meglio di ogni documento sette secoli di abati benedettini. Un’altra tradizione della chiesa madre è il presepe, che a fine Ottocento, secondo Giovanni De Giacomo, occupava quasi un quarto della navata con mandrie, un fiume, un macello e una cavalleria di statuine.

Sapori di Cetraro

La terra attorno a Borgo San Marco produce le verdure che si vendono al mercato locale: pomodori, zucche, i peperoni piccanti oblunghi che i cetraresi chiamano vajanelle e i peperoncini ancora più forti detti piparielli. Sopra tutto resta il cedro, l’agrume da cui il paese prende probabilmente il nome e che lo lega al resto della Riviera dei Cedri; l’economia di oggi si regge sul turismo estivo e sull’agricoltura.

Come arrivare

Cetraro è attraversata dalla strada statale 18 Tirrena Inferiore e ha una propria stazione sulla ferrovia tirrenica Battipaglia–Reggio Calabria, alla Marina. In auto dall’A2 del Mediterraneo: da nord uscita Lagonegro nord, poi SS585 e SS18 verso sud; da sud uscita Falerna e SS18 verso nord. Chi arriva in barca trova la darsena turistica Marina di San Benedetto nel porto. L’aeroporto più vicino è Lamezia Terme.

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Come arrivare a Cetraro

Stazione ferroviaria di riferimento
Cetraro
circa 2 km in linea d’aria dal centro
Orari treni (Trenitalia) ↗ Guida: in treno
Aeroporto più vicino
Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF)
circa 71 km in linea d’aria dal centro
Sito dell’aeroporto ↗ Guida: in aereo
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo

Da nord · A2 Lagonegro nord SS585 Fondo Valle del Noce → SS18 Tirrena Inferiore verso sud

Da sud · A2 Falerna SS18 Tirrena Inferiore verso nord lungo la costa

Indicazioni stradali (Google Maps) ↗ Guida: in auto

Distanze in linea d’aria calcolate dalle coordinate verificate: su strada il percorso è più lungo. Orari e collegamenti vanno verificati sui siti dei gestori.

Domande frequenti

Dove si trova Cetraro?
Sulla costa tirrenica della provincia di Cosenza, in Calabria, fra Bonifati e Acquappesa, nel tratto meridionale dell’Alto Tirreno Cosentino; il Paese è a 120 m sul mare, la Marina sulla costa a 2 km.
Cosa vedere a Cetraro?
La chiesa madre di San Benedetto Abate (1104) con l’organo barocco, la Chiesa del Ritiro del 1454, la chiesa dei Cappuccini di San Pietro Apostolo, le tre porte del borgo, la Statua dei Sette Mari, il porto turistico e Borgo San Marco con il monte Serra.
Perché Cetraro si chiama così?
Con ogni probabilità dal latino citrus e dal greco kitron, cioè dai cedri e limoni delle campagne; altre teorie lo collegano al torrente Aron («Citra Aron») o al greco Kata-rion dei mercanti ebrei diretti a Santa Maria del Cedro.
Chi governò Cetraro nel Medioevo?
I Benedettini di Montecassino, dal 1086 al 1810: la duchessa Sichelgaita, moglie di Roberto il Guiscardo, donò il paese all’abate Desiderio. Lo stemma comunale mostra ancora un pastorale d’abate accanto a una pianta di cedro.
Quando si celebra san Benedetto a Cetraro?
L’11 luglio: la statua del patrono viene imbarcata sul peschereccio più grande e portata in processione via mare dal porto fino a Borgo San Marco e Lampetia, oltre Capofella, e poi riportata nella chiesa madre.
Cos’è Borgo San Marco?
La frazione balneare di Cetraro fondata nel 1910 da coloni veneti dopo il terremoto del 1908; oggi è la zona dei lidi, fra i Mulini, Santa Maria di Mare e il monte Serra.
Cetraro ha un porto turistico?
Sì: nel porto, con diga foranea di circa 450 metri, dal 2009 è aperta la darsena Marina di San Benedetto con 500 posti barca su pontili galleggianti.
Qual è la stazione ferroviaria più vicina a Cetraro?
La stazione di riferimento è Cetraro, sulla linea ferroviaria tirrenica, a circa 2 km in linea d’aria dal centro di Cetraro. Orari e collegamenti sul sito di Trenitalia.
Qual è l’aeroporto più vicino a Cetraro?
L’aeroporto più vicino è Aeroporto internazionale di Lamezia Terme (SUF), a circa 71 km in linea d’aria; dall’aeroporto si prosegue in treno dalla stazione di Lamezia Terme Centrale lungo la linea tirrenica, oppure in auto sull’autostrada A2.

Scopri sul posto

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Video

Cetraro (CS) — vista drone
Cetraro — Piccola Grande Italia

Eventi

  • Festa di San Benedetto 11 luglio

    Processione a mare con la statua del santo.

    Ogni anno

Numeri utili

Emergenze

  • Emergenza unica (NUE) 112
  • Emergenza sanitaria 118
  • Vigili del fuoco 115
  • Guardia costiera 1530

Cetraro

Per uffici, orari e contatti istituzionali consulta il sito ufficiale del Comune.